Mobilità

Il ritardo di Roma nel realizzare servizi di trasporto pubblico efficienti su ferro o su gomma entro corsie preferenziali ha causato danni e degrado pari a quello causato dal mancato funzionamento del ciclo dei rifiuti. 

Sulla mobilità a Roma, ma ormai in tutte le metropoli occidentali, occorre un indirizzo fondamentale: privilegiare il trasporto pubblico; disincentivare l’uso dell’automobile privata. E’ stato approvato dall’amministrazione comunale solo pochi mesi fa un Piano di Mobilità Urbana Sostenibile (PUMS), che fissa il programma degli interventi per la mobilità romana. Ma per attuarlo, oltre alle risorse finanziarie (oggi poche), oltre alle nuove linee ed acquisto di vetture su ferro e gomma, servono anche provvedimenti di carattere amministrativo e di lavori pubblici. 

Queste le azioni amministrative

  • Mettere il più possibile su strada la Polizia di Roma Capitale. 
  • Organizzare una vigilanza fissa sulle strade di maggiore scorrimento. 
  • Installare sistemi tecnologici per il rilevamento delle infrazioni di sosta 
  • Mettere in opera corsie preferenziali aperte e/o protette 
  • Attivare posti a rotazione (a pagamento) nei parcheggi interrati e parcheggi di scambio in prossimità dei nodi della mobilità pubblica, anche attraverso convenzioni con i garage privati. 

Questi i necessari lavori pubblici:

  • Installare percorsi tranviari protetti 
  • Ridisegnare slarghi e piazze sia per la viabilità carrabile che ciclopedonale, che per il decoro. Nonché collegare tra loro i percorsi interni ai parchi con corsie verdi riservate a pedoni e biciclette 
  • Realizzare isole pedonali o “aree 30” (sono aree a carreggiata ristretta e traffico limitato con limite di velocità 30 Km/ora) nelle zone di pregio architettonico o propriamente commerciali. 
  • Completare ed interconnettere la rete ciclabile.